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Il tennis è uno sport che vede opposti due giocatori (uno contro uno, incontro singolare) o quattro (due contro due, incontro di doppio) in un campo diviso in due metà da una rete alta circa un metro dal terreno.

I giocatori utilizzano una racchetta, come se fosse il prolungamento del braccio, al fine di colpire una palla. In passato le racchette avevano un telaio in legno, successivamente in leghe leggere, ora in grafite pura o mista a kevlarfibra di vetrotungsteno o basalto, con una corda monofilamento o multifilamento congiunta in diversi punti del telaio in modo da formare una rete.

Lo scopo del gioco è colpire la palla per far sì che l'avversario, posto nell'altra metà del campo da gioco, non possa ribatterla dopo il primo rimbalzo (l'obbligo del primo rimbalzo è solo in risposta alla palla messa in gioco dalla battuta dall'avversario, nelle altre fasi del gioco è consentito ribatterla anche al volo) o che battendola finisca con mandarla fuori campo o non riesca a superare la rete posta al centro.

Si potrebbe considerare un gioco completo se non fosse per lo sviluppo asimmetrico del corpo poiché, oltre alla forza fisica, alla precisione, alla destrezza, alla coordinazione e alla resistenza fondamentale, soprattutto se lo sport è praticato a livello agonistico, è anche l'acume tattico e il fattore mentale: la maggior parte dei giocatori e delle giocatrici della "top ten" mondiale sono seguiti infatti da uno staff che comprende uno psicologo, un allenatore che si occupa dei colpi e dell'impostazione tattica in campo, un preparatore atletico ed un manager.

Un buon giocatore si distingue per la sua completezza in 4 fattori diversi: fisico, tecnico, tattico e mentale. L'ultimo è probabilmente il più complicato da allenare, in quanto solo giocando tanti match si impara a gestire la tensione, le proprie sensazioni e le proprie emozioni. A livello amatoriale è divertente e crea sempre un po' di competizione.